Siena, 15 set. (Adnkronos) - Sarà l'autopsia, disposta dal pm Nicola Marini, a chiarire definitivamente le cause della morte di Eleonora, la studentessa senese di 20 anni deceduta ieri mattina, dopo aver trascorso il sabato sera a un rave party organizzato da gruppi di 'punkabbestia' in un capanno di caccia nel territorio comunale di Sovicille (Si). I risultati degli esami dovrebbero essere resi noti in giornata.
Secondo i carabinieri la ragazza potrebbe essere stata uccisa da un mix di droghe e alcol. Eleonora si è sentita male intorno alle 8 di ieri mattina, quando si trovava ancora nel capanno dove era stata organizzata la festa. Soccorsa, è stata portata al Policlinico 'Le Scotte' di Siena, dove è morta alle 9.30 per arresto cardiocircolatorio. Quando i carabinieri sono arrivati sul luogo in cui si era tenuto il rave party non autorizzato, le sostanze illecite erano sparite, ma i militari sono convinti che alla festa si sia fatto un abbondante uso di droga. Una quindicina i ragazzi interrogati.
Il rave era stato organizzato tramite una catena di sms e vi hanno preso parte giovani di Siena, Arezzo e Grosseto.
Eravamo già intervenuti sulla questione dei rave party, rimanendo inascoltati -purtroppo- anche a livello locale. Questo è ciò a cui porta la droga. Questo è ciò a cui porta ignorare il fenomeno e permettere questi "rave".
Bisogna metter fine a tutto questo. La droga uccide e alimenta la criminalità. Ma alla sinistra questo non importa. Ai progressisti la droga "piace". La <ministra> Livia Turco (governo Prodi) ha raddoppiato la quantità di cannabis consentita. La speranza che abbiamo è che ora il governo risolva o quantomeno metta un fermo al dilagare di questo fenomeno. Esso è un problema sempre più grave per la società e i giovani.
Il nostro invito a tutti i ragazzi è di non fare uso di sostanze stupefacenti, mentre dalle autorità locali esigiamo un maggior controllo. Non si deve permettere a questi ragazzi di uccidersi così. Drogarsi è un lento suicidio. A vincere deve invece essere la vita, sempre e comunque.
Azione Studentesca Siena.
VIVERE ARDENDO E NON BRUCIARSI MAI
E’ di mercoledì scorso la notizia del rave party svoltosi a Segrate, vicino Milano, durante il quale ha perso la vita un diciannovenne.
La notizia non può che aver sconvolto chi come noi combatte ogni giorno contro la droga e la scellerata “cultura dello sballo”: la droga ancora una volta dimostra di essere un grandissimo problema sociale, e affermare che è fondamentale combatterlo con determinazione, forza e coraggio per evitare lo sfacelo di mezza generazione di ragazzi non è pretestuoso allarmismo.
Ma essa non è, ahinoi, solo un problema sociale: come da anni ripetiamo (rimanendo perlopiù inascoltati, soprattutto a causa della complicità della sinistra col mondo delle sostanze stupefacenti), la droga è anche e soprattutto un problema culturale. Se non cominciamo a combatterla a monte, facendo capire ai ragazzi che sballarsi non è sinonimo di divertirsi, ma semmai di spappolarsi il cervello e rovinarsi il futuro, non ne verremo mai a capo.
Purtroppo, dopo che col governo Berlusconi, grazie alla legge Fini-Giovanardi, qualcosa si era mosso in questo senso (cioè cercare di prevenire e arginare quanto più possibile se non proprio eliminare questo problema), sotto il Mortadella Prodi tutto è stato fermato. Anzi, la pregievole "ministra" Turco è anche riuscita a raddoppiare la quantità di cannabis tollerata per uso personale, ovvero il limite massimo da non superare se non si vuol passare da pene amministrative per consumo di droga a sanzioni penali per spaccio di sostanze stupefacenti; un limite ora che permette di farsi dalle 10 alle 20 canne: ben al di sopra di un "ragionevole" consumo personale.
La complicità e il menefreghismo della sinistra, a cominciare dai sempreverdi compagni -ora in giacca e cravatta e maglioncini di cashmere- Bertinotti e Diliberto fino a Prodi & co. (a proposito, ma Ualter che dice in proposito? Ah, sì: we CANN'!), ci indigna non solo per la loro meschinità, ma soprattutto per il disprezzo che mostrano, così facendo, nei confronti degli italiani (tanto basta il voto, poi...) e della sacralità della vita umana.
QUELLO DELLA DROGA E' UN PROBLEMA REALE, E VA COMBATTUTO: QUESTO LO DEVE SAPERE TUTTA LA CLASSE POLITICA.
Bisogna proibire che i giovani si possano rovinare incosciamente; bisogna spiegare che non esistono droghe pesanti e droghe leggere, perchè tutta la droga ti rovina; bisogna proibire questi rave-party assassini.
E quanto a voi, ragazzi: LA DROGA FA MALE, NON CEDETE ALL'ILLUSIONE DI POCHI ATTIMI DI SPENSIERATEZZA: IN GIOCO C'E' LA VOSTRA VITA.
DROGA NON E' DIVERTIMENTO, E' UN LENTO SUICIDIO.
IN AZIONE, anche e soprattutto contro la droga.
Azione Studentesca Siena