Alcune notizie prese qua e là non è che facciano proprio andare a letto tranquilli, anzi: c'è da preoccuparsi per la demenza di taluni che, invece di darsi da fare per la propria scuola/università/città, preferiscono dare sfogo alla vena di stupida e inutile violenza che scorre dentro di loro.
Da http://www.azionestudentescapn.net/ :
Se loro sono gli antifascisti dal cui comportamento democratico noi dovremmo prendere esempio, mi spiegate in che mondo siamo finiti?
NON CI FERMERANNO MAI!
Noi marciamo, loro marciscono.
Solidarietà ai Camerati del FUAN di Torino.
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Il Collettivo universitario protesta contro il banchetto del fuan
Lanci di uova e fumogeni: la polizia è costretta a intervenire. Tensione a Palazzo Nuovo
TORINO - Scontri a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell’Università di Torino, dove un gruppo di studenti antifascisti e del Collettivo universitario autonomo ha protestato con un presidio contro la presenza di un banchetto di giovani appartenenti al Fuan, che stanno raccogliendo firme per le elezioni universitarie. Per tutta la mattina gli autonomi hanno lanciato slogan come «fuori i fascisti dall’Università».
CARICA - Nell’atrio di Palazzo Nuovo, la polizia è intervenuta impedendo che i gruppi entrassero in contatto. In seguito a un lancio di uova e fumogeni, c’è stata una carica delle forze dell’ordine per respingere indietro il gruppo antifascista. Gli scontri sono poi proseguiti dopo l’esplosione di un grosso petardo. Tre giovani sono stati fermati e quattro agenti in borghese della Digos sono rimasti feriti, uno dei quali alla testa. Lasciato Palazzo Nuovo, gli autonomi del Collettivo universitario hanno occupato il salone d’onore del Rettorato in attesa di potere avere un incontro con il Rettore nel pomeriggio.
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SCRITTE E SASSATE CONTRO LA SEDE DI AN/AG A FIRENZE. TORSELLI (AN-PdL): “NON PIU’ FATTI ISOLATI, MA STRATEGIA ELETTORALE DELLA SINISTRA. ASPETTIAMO LA SOLIDARIETA’ DELLA DE ZORDO!”.
Due giorni fa l’ennesima scritta “Morte al Fascio” era comparsa sulla facciata della palazzina di Via Maruffi che ospita le federazioni provinciali di AN e AG oltre al centro sociale di destra “Casaggì”. L’episodio era stato denunciato da Nicola NASCOSTI, presidente provinciale di Alleanza Nazionale e da Francesco TORSELLI, presidente di Azione Giovani.
Nella scorsa notte altri due atti vandalici sono stati compiuti contro la sede di AN e Azione Giovani a Firenze: “Verso le 23 – spiega Francesco TORSELLI – alcuni ragazzi, uscendo da Casaggì si sono accorti delle scritte spray che avevano deturpato le facciate delle abitazioni di fronte; le solite scritte “Fasci M…”, “Via da Firenze” e le solite stelle rosse, mentre verso le 10 di domenica mattina, alcuni militanti, hanno rinvenuto di fronte al portone della sede una mezza dozzina di grossi sassi misti a terriccio ed alcuni graffi al portone di accesso, segno evidente di una sassaiola fatta in piena notte contro la nostra sede”.
“Sinceramente ci siamo davvero stancati di denunciare i soliti episodi perpetrati da ragazzini frustrati che al sabato sera non trovano niente di meglio da fare che non scrivere sui muri o prendere a sassate un portone chiuso – spiega Francesco TORSELLI - ma purtroppo la frequenza sempre crescente con cui questi gesti si vanno ripetendo ci fa venire in mente alcuni brutti pensieri. Se finora credevamo alla storia degli atti isolati di qualche adolescente che l’acne spingeva, vedendosi rifiutato dal genere femminile, verso la finta via rivoluzionaria, adesso iniziamo a pensare che dietro questi atti intimidatori vi sia una vera e propria strategia elettorale della sinistra”.
Continua a spiegare Francesco TORSELLI che: “nessuno è così folle da venire a fare le scritte contro di noi alle 22.30 di sabato sera, quando si sa benissimo che dentro Casaggì ci sono decine di ragazzi, o meglio nessuno, tranne qualcuno che speri di essere scoperto e magari preso anche a ceffoni in maniera tale da potere, il giorno dopo, piangere sui giornali e parlare di aggressioni fasciste e di pericoli squadristi! Tra i giovani la sinistra è morta, lo dicono i risultati elettorali nelle scuole e i flop dei cortei organizzati dagli studenti di sinistra e tra poco lo diranno anche le elezioni amministrative. Le provocazioni comuniste – spiega ancora TORSELLI – servono ad alzare il livello di tensione nella speranza di poter avere qualche pretesto per tornare a parlare della solita retorica antifascista, ultimo ed unico argomento che ancora resta a queste cariatidi, prima solo della storia, oggi anche della politica”.
Un ultimo pensiero è rivolto da TORSELLI alla signora Ornella DE ZORDO, la “paladina della democrazia e della non-violenza”, dalla quale “mi aspetto la sua più sentita solidarietà; lei, sempre in prima fila per denunciare gli atti di intimidazione e di violenza mirati a minacciare il diritto di espressione altrui, non potrà esimersi dal condannare questi delinquenti che prima minacciano, poi prendono a sassate la sede di un partito politico e di un’organizzazione giovanile colpevoli solo di pensarla in maniera diversa da loro. Attendo con ansia la solidarietà”.
A 16 anni si dovrebbe aver voglia di cambiare il mondo, di migliorare le cose, di lottare per cause giuste e nobili, confrontandosi e partecipando insieme a tutte le iniziative. Invece, stamattina, al Liceo Classico Enea Silvio Piccolomini, alla assemblea svoltasi in Aula Magna (parlo per quanto riguarda il liceo, dato che alle assemblee del ginnasio e del liceo della Formazione non potevo partecipare per ovvi motivi), è andato in scena un teatrino triste se non vergognoso. All’ordine del giorno: un dibattito sulla Legge 133/08 “Gelmini” e l’opportunità o meno di occupare la scuola come forma di dissenso.
Peccato però che, in totale disprezzo delle regole e dei principi democratici, non solo in questa assemblea si è tentato di dare un solo punto di vista, quello cioè dei ragazzi dell’Unione degli Studenti e degli Universitari (già questo grave vulnus), ma addirittura, quando ho preso la parola per sostenere le mie ragioni –e a giudicare dai messaggi di solidarietà e gli attestati di stima, oltre agli applausi, anche quelle di molti studenti– prima hanno spento i microfoni, quindi, sovrastando la mia voce, mi hanno interrotto più volte, senza consentirmi quindi di esprimere appieno il mio pensiero. Solo verso la fine, grazie alla moderazione di un ragazzo (sempre UDS, che ringrazio) sopraggiunto dopo la “lezioncina” di menzogne e mistificazioni sull’argomento “provvedimenti Gelmini” tenuta dai succitati elementi, sono riuscito a precisare ciò che avevano falsificato, ovvero che i famosi 87.000 docenti non saranno licenziati, perché andranno normalmente in pensione, nel corso di tre anni; che le Università non diverranno enti privati ma, se il senato accademico lo vorrà, acquisiranno lo status giuridico di fondazioni di diritto privato (quindi, ad esempio, rimarrà il tetto massimo per le tasse: gli atenei rimarranno pubblici); eccetera eccetera.
Quello che mi chiedo è se è normale, in una scuola, avere tanto disprezzo della democrazia da cercare di impedire a un ragazzo di esprimere la propria opinione, e se si può essere tanto presuntuosi da ritenere la scuola l’orticello in cui fare politica, invece che luogo in cui, con la trasmissione dei saperi e con l’educazione al rispetto reciproco, essere formati come uomini e come cittadini. Questo episodio, che a molti –ahimè!– farà sorridere come un diverbio tra cittini, non è da sottovalutare perché ha alla base una idea della partecipazione alla vita scolastica totalmente sbagliata. Impedire a una persona di parlare non è democrazia, è totalitarismo.
Inoltre, come se tutto ciò non bastasse, l’intero liceo (ovvero le classi del triennio), tranne una ventina di ragazzi, si è opposto alla proposta di occupazione/autogestione, mentre il ginnasio (le classi del biennio, quindi la minoranza), tranne pochi casi, ha votato sì: ciononostante, questa occupazione, magicamente, è stata approvata, tant’è vero che domani (ipsi dixerunt) cominceranno a girare nelle classi per decidere dell’organizzazione della protesta.
Un grave atto di intolleranza e di mancata democrazia che spero venga condannato da chiunque abbia a cuore il confronto e la cultura del dialogo, a prescindere dalle idee politiche e dal pensiero in merito alla questione.
Cordiali saluti,
Francesco Aldo Tucci, II C Liceo Classico Enea Silvio Piccolomini da Siena
Questo è il comunicato che ho scritto in seguito alla notizia di oggi apparsa sulla prima pagina del Corriere di Siena: delle scritte (come "antifa" con tanto di falce e martello, "siena rossa" e la stella a cinque punte inneggiante alle BR) sono comparse ad imbrattare le vie della Giraffa, opera -non nuova- di qualche stupido estremista che si crede invulnerabile dietro l'ideologia comunista.
COMUNICATO STAMPA
È con profonda indignazione che accogliamo la notizia apparsa sul Corriere di Siena di oggi.
Scritte inneggianti alle BR, gruppo terroristico responsabile di svariate morti, e al “dominio” comunista su Siena hanno imbrattato palazzi della zona tra via dei Rossi e San Francesco, causando danni difficilmente riparabili. Purtroppo non è la prima volta che viene commesso uno scempio di questo genere: evidentemente ci sono cretini estremisti che credono di essere i padroni della città e pertanto si permettono gesti del genere. Il nostro auspicio è che le autorità condannino duramente questo fatto, poiché deturpare palazzi che fanno parte del patrimonio storico e architettonico della nostra città per di più rifacendosi a un gruppo di terroristi e omicidi non è ammissibile.
Se questi delinquenti imbratta-muri hanno delle idee che le portino pure avanti, ma in modo civile e democratico, senza ledere la proprietà altrui e soprattutto senza mancare di rispetto a chi per mano delle BR è morto. Atti del genere non devono essere tollerati in una società civile, e ci auguriamo che le forze dell'ordine (a dire il vero pressochè impeccabili nel senese) vigilino affinchè non risuccedano episodi del genere.
Francesco Aldo Tucci, Presidente Associazione Siena Studentesca
Nella serata di domenica scorsa, su La7, era in onda il programma "Italian Job": sebbene molto interessante, non lo stavo guardando con particolare attenzione, in quanto ero preso dal gravoso studio della maggior opera del sommo poeta, quand'ecco, mirabile dictu (sarà Dante a ispirarmi...), che la mia sonnolenta attenzione viene catturata da una truffa bella e buona...
"LE MIRABOLANTI AVVENTURE DEL CENNI, CAP 1 Ovvero: i privilegi-truffa della (falsa) casta ai danni di Siena"
Infatti il protagonista del programma, fornitosi di staff tecnico e baffetti d'ordinanza (forse di stalinista memoria per arruffianarsi meglio la sinistra al governo della città?), si finge Onorevole della nostra Repubblica e con questo titolo, perlopiù falso, riesce a ottenere non due semplici biglietti (cosa già grave), ma addirittura il privilegio di assistere allo spettacolo più bello del mondo dalle trifore del Comune! E' bastata una chiamata, con buona parlantina e voce un po' impostata, per ottenere un privilegio che molti onesti cittadini senesi non si vedranno mai accordare: due posti per guardare la carriera vinta poi dall'Oca al fotofinish (che inoltre vide un'altra bella figura di Cenni & company, molto più plateale, riguardo l'attribuzione della vittoria -che per inciso è decretata dalla bandiera esposta in comune- all'Oca o al Nicchio).
E prima della "kermesse" paliesca il falso onorevole ha anche potuto scambiare brillanti conversazioni con l'assessore alla cultura Flores (quello dell' impiccato nella mano della securitas di Duccio -affresco del Buongoverno- trasfomato in alberello metà ulivo e metà quercia, per intenderci) e il buon vicesindaco Marzucchi, entrambi ben lieti di avere ospite una tanto illustre personalità.
Ovviamente è evidente il disgusto che proviamo noi ragazzi di AS verso atti del genere , che vedono ancora lo scambio di favori e privilegi prevalere su quella che è la vera poltica, quella fatta di passione, di sudore, di coraggio e di onestà, e che purtroppo, tra cattiva politica e antipolitica, rischia di essere messa sempre di più all'angolo.
NOI, PERO', CONTINUEREMO SEMPRE A RESISTERE E A DENUNCIARE I CANCRI DELLA POLITICA.
IN AZIONE!
Francesco Aldo Tucci, Resp. Prov.le Azione Studentesca Siena
Nella mattinata di Sabato scorso alcuni militanti di Azione Studentesca, tra cui il sottoscritto, sono stati presi di mira dalla violenza filo-comunista (per fortuna, almeno per ora, solo verbale), travestita da falso antifascismo.
Quello che è accaduto è vergognoso per due motivi: innanzitutto perché è una vergogna strumentalizzare l’antifascismo solo per denigrare l’avversario politico; in secondo luogo perché chi ci ha apostrofati come tali, cioè fascisti, accusandoci addirittura di tentare di «ricreare nuclei fascisti», lo ha fatto in modo vigliacco, tramite dei “bigliettini”, rigorosamente non firmati, esposti pubblicamente, e non da uomo dicendocelo in faccia o quantomeno firmandosi.
Spero che chi si è macchiato di questo gesto sappia che dare del fascista a qualcuno è commettere un reato, perchè equivale ad accusare qualcuno di un altro reato, quello di apologia del fascismo, ed è pertanto passabile di denuncia per calunnia e diffamazione.
Molto probabilmente, come troppo spesso accade in moltissime altre realtà (basti pensare a Firenze, dove la sede di Azione Studentesca è stata colpita da una bomba carta), ambienti studenteschi in vario modo legati alla sinistra, vedendo come un pugno nell’occhio la crescente voglia di cambiamento, tesa a spezzare la loro egemonia totale (e poi vorrebbero ergersi a difensori della democrazia e del dialogo…ma per piacere!), hanno cercato da una parte di intimorirci, in quanto loro oppositori, dall’altra di screditarci pubblicamente dandoci dei “fascisti”.
Di fronte a episodi del genere, che calpestano le leggi e i valori fondamentali del nostro Paese, non possiamo non esprimere tutta la nostra indignazione, assicurando nel frattempo i nostri sostenitori che noi continueremo con coraggio e determinazione a far valere le nostre idee e i nostri ideali.
Se pensate di fermarci così, sbagliate di grosso: ORA E PER SEMPRE IN AZIONE!
Francesco Aldo Tucci, Resp. Prov.le Azione Studentesca Siena