Eccomi qui, a quest'ora, davanti al mio PC. Perchè? Perchè -se avrete la pazienza di leggermi- cercherò di affrontare (assai brevemente) l'annosa questione del fascismo-antifascismo non con l'intenzione di risolverla (non vi sono riuscite persone ben più capaci di me) bensì cercando di affrontarla da un punto di vista del tutto nuovo, molto meno politico e molto più storico e scientifico.
Ora, premessa giusta e necessaria (altrimenti tutto questo post sarebbe di assai più difficile comprensione) è dire che il fascismo è stato un fenomeno complesso. E lo è stato sia per motivi ideologici e filosofici -l'iniziale impostazione socialista, poi la "deriva" semi-capitalista e infine lo spirito corporativista; l'iniziale presa di potere semi-illegittima, il gran consenso popolare e infine la soppressione della libertà di stampa e di opinione e le leggi razziali, ovvero la deriva totalitaria e repressiva- sia per motivi politici -l'iniziale autarchia e il fasto coloniale e neo-imperiale e infine la sudditanza nei confronti dei tedeschi e dei nazisti di Hitler- sia per tante altre piccole cosucce (nonostante le leggi razziali moltissimi fascisti, tra cui un buon numero di gerarchi, protessero -riscattando in minima parte la vergogna delle suddette leggi- molti ebrei).
Di male c'è che il fascismo è esistito. Vero, esatto, innegabile, inconfutabile. Però, esso è anche finito. La bellezza di 63 anni fa, per la precisione. Dovrebbe essere morto, sepolto. Invece non lo è, e non per colpa di quattro ragazzotti imbecilli che si rifanno a una ideologia che nemmeno conoscono se non superficialmente; no: a non farlo morire sono quelli che blaterano di anti-fascismo, che parlano di un totalmente inesistente "pericolo fascismo". Invece di risolvere i problemi della gente, o quantomeno di seppellire definitivamente il fascismo (non per nasconderlo, ma per soffocarlo) per sempre, essi ne discettano a ogni piè sospinto. Sono gli "antifa". E, aggiungo io, me cojoni.
Per me non ha senso essere antifascisti, ma non perchè sia giusto il fascismo, ma semplicemente perchè esso è finito. Morto. Sepolto. Quantomeno, da parte mia. Io sono a-fascista, e come me lo è il mio partito e molti ragazzi del nostro movimento. Il fascismo non fa parte di noi, perchè tra la nostra generazione e quella di Mussolini ci sono quasi 110 anni. Cazzo, quasi 110 fottuttissimi anni. In proporzione, è come se Cicerone o Seneca si fossero proclamati l'uno anti-sillano e l'altro anticesariano (pare che Caius Iulius Caesar abbia sterminato un gran numero di Galli, abbia fatto una guerra civile e sia diventato dittatore, ma pare e basta...). Invece a loro non importava un bel niente, perchè oramai le guerre e le dittature c'erano state e bisognava semplicentemente pensare all'oggi guardando il futuro e magari cercando di evitare il ripetersi di cose del genere, ma senza dietrologie sciocche e vane.
Invece no. In Italia una massa di imbecilli deve sempre guardare indietro, far pesare (a chi come noi non ha colpe, perdipiù) per errori commessi più di sessanta anni fa, per cui l'Italia ha già pagato ed è stanca di pagare. Noi vogliamo una classe dirigente capace, pragmatica, pratica, che non si perda dietro ideologie e fantasmi del passato. Ma non vogliamo nemmeno una classe dirigente che neghi la propria storia e la storia patria, o che la mistifichi e la pieghi, stumentalizzandola, ai propri fini (scusate il gioco di parole). Lasciamo il fascismo agli storici, e occupiamoci dell'Italia, dell'Europa, del Mondo. Le sfide che ci attendono sono tante, grosse e pericolose. Cerchiamo di affrontarle con capacità e di coraggio, senza perderci dietro al nulla.
Francesco Aldo Tucci, Responsabile Provinciale Azione Studentesca Siena