Dal sito di Azione Giovani Firenze (http://www.agfirenze.it/) apprendiamo di una iniziativa verament lodevole, da ammirare e, se possibile, emulare. Chapeaux, ragazzi!
AZIONE STUDENTESCA E LE OCCUPAZIONI -RESPONSABILI- DELLE SCUOLE A FIRENZE
Da qualche giorno, a Firenze, stiamo assistendo al ridicolo teatrino messo in piedi dall'estrema sinistra studentesca che, nel disperato tentativo di riconquistare quel favore degli studenti che, con le elezioni dello scorso anno, si sono visti sfuggire di mano in favore della destra, stanno occupando una dopo l'altra le principali scuole della città. Le motivazioni? Ridicole... Si va dalla "fascistizzazione della società" all'introduzione del grembiule alle elementari. Dal maestro unico (sempre alle elementari...) all'inesistente aumento dei fondi per le scuole private, fino alla contestazione della scuola meritocratica e selettiva! Come se la meritocrazia fosse un qualcosa da combattere!
Azione Studentesca non ha certo partecipato a queste "pagliacciate" organizzate, soprattutto quando queste sono rivolte a criticare uno dei migliori ministri dell'istruzione degli ultimi decenni, Mariastella Gelmini. Esistono però scuole dove i problemi sono ben altri... Scuole dove, mentre la sinistra piange il grembiulino alle elementari, gli studenti sono costretti a svolgere le proprie lezioni in cucina o in aule con coperture ancora in amianto... E allora, via con le "occupazioni responsabili"!!!
“Da stamani, 13 ottobre 2008, Azione Studentesca, il movimento degli studenti di Azione Giovani, è attivamente impegnata nelle occupazioni delle scuole. I nostri militanti stanno già contribuendo in maniera determinante alla gestione delle proteste in atto all’ITI Leonardo da Vinci ed all’IPSAR Buontalenti”. Questo è quanto rende noto Francesco Bellotta, responsabile provinciale degli studenti di Alleanza Nazionale.
“Le occupazioni che guidiamo noi – spiega Francesco Bellotta – non sono assolutamente contro il Ministro Gelmini, ma riguardano i problemi reali delle nostre scuole. Noi non occuperemo mai contro il grembiule alle elementari o contro il maestro unico, perché sono temi che né ci riguardano, né possiamo sperare di modificare occupando qualche scuola a Firenze. Per noi lo strumento dell’occupazione è una cosa seria, da attuare soltanto dove e quando vi siano oggettivi problemi che riguardano gli studenti e non dove lo richieda la moda del momento. Proprio per questa nostra vocazione a voler rappresentare la voce unitaria degli studenti e non di una parte politica, abbiamo scelto di occupare, a differenza degli studenti di sinistra, senza ostentare simboli politici”.
Il sostegno all’iniziativa degli studenti di Azione Studentesca arriva anche dal presidente provinciale di Azione Giovani Francesco Torselli: “ho definito le occupazioni andate in scena in questi giorni a Firenze “una pagliacciata” proprio per le rivendicazioni assurde che si leggevano nei volantini distribuiti dagli occupanti. Mi è piaciuta molto invece la tipologia di occupazione portata avanti dai nostri ragazzi, senza simboli politici e finalizzata a risolvere dei problemi oggettivi presenti all’interno delle strutture scolastiche. Perché i problemi reali che toccano da vicino gli studenti non sono certo il grembiule o il maestro unico alle elementari, ma l’amianto che ancora hanno in alcuni edifici scolastici piuttosto che il fatto di svolgere lezione addirittura in cucina per l’assenza di aule!”.
Torselli spiega che: “la protesta di Azione Studentesca non è contro il Ministro Gelmini reputata, fino ad oggi, uno dei migliori ministri dell’Istruzione degli ultimi decenni ed è senza simboli politici perché gli studenti già sanno chi difende per davvero i loro interessi e chi invece vive di retorica e di demagogia. I risultati elettorali ottenuti lo scorso anno da Azione Studentesca nelle scuole ne sono la riprova”.
Azione Studentesca convoca inoltre un’assemblea di tutti gli studenti che stanno partecipando alle occupazioni delle scuole fiorentine appoggiando le nostre piattaforme di rivendicazione per Sabato 18 ottobre alle ore 16.00 presso la sede provinciale di Azione Giovani e Azione Studentesca, in via Maruffi, 3 a Firenze.
“Durante l’incontro – conclude Francesco BELLOTTA – tracceremo il bilancio della nostra protesta ed ascolteremo le intenzioni di tutti gli studenti che vorranno protestare anche nel prossimo futuro contro i problemi reali delle scuole fiorentine, rifiutandosi di fungere unicamente da numeri per le strumentalizzazioni anti-governative di certa sinistra. Con quella sinistra invece con la quale è possibile il dialogo perché non succube delle battaglie ideologiche il confronto è aperto ed a loro è esteso anche l’invito per Sabato 18 ottobre”.
LA PIATTAFORMA DI OCCUPAZIONE ALL'ITI "LEONARDO DA VINCI"
Come tutti saprete Firenze, in questi ultimi giorni, è stata teatro di diverse occupazioni di scuole da parte degli studenti.
Le motivazioni che gli occupanti hanno prodotto per giustificare il loro gesto di protesta vanno dalla critica verso una presunta “fascistizzazione della società” fino alla reintroduzione del grembiule alle scuole elementari; dalla disapprovazione del voto in condotta fino alla critica verso un aumento dei finanziamenti alle scuole private che, in realtà, l’attuale D.P.E.F. non prevede.
Io non voglio conoscere la vostra idea ed il vostro giudizio per quanto sta accadendo nelle altre scuole, né ho intenzione di sindacare sulle motivazioni delle altre occupazioni che, in ogni caso, non mi vergogno a definire demagogiche e strumentali; quello che voglio rivolgervi oggi è semplicemente un appello alla riflessione.
Mentre c’è chi protesta contro il grembiule alle scuole elementari e contro un imminente “pericolo fascista” che si paventerebbe in Italia, esiste una scuola superiore nella quale l’intero biennio è costretto a svolgere le lezioni in una struttura contenente ancora oggi, nel 2008, delle parti in amianto!
Esiste una scuola superiore a Firenze nella quale è un’impresa anche soltanto rivolgersi alla segreteria studenti in quanto questa si permette di restare aperta soltanto per 2/3 ore al giorno e di restare addirittura chiusa per tutta la giornata del lunedì!
Esiste una scuola superiore a Firenze nella quale si può entrare e circolare soltanto se schedati e monitorati come fossimo degli internati in un campo di concentramento!
Esiste, e questo forse è l’aspetto più drammatico, una sola scuola a Firenze dove gli studenti rischiano di contrarre malattie gravissime come gli esempi di TBC rilevati lo scorso anno proprio all’interno di questa scuola!
A mio modo di vedere esistono due metodi e due motivi per arrivare ad occupare una scuola: si può occupare per delle rivendicazioni demagogiche che neppure ci riguardano da vicino, o si può occupare perché stanchi dei problemi che ogni giorno incontriamo nella nostra vita di studenti.
Si può occupare sotto le insegne di un partito o sotto le bandiere figlie delle ideologie politiche, per protestare contro il Ministro di turno, solo perché della parte avversa alla nostra, oppure si può occupare senza insegne di partito, senza bandiere di questa o di quella fazione, ma in qualità di studenti, incazzati e delusi per il trattamento ricevuto dalla nostra scuola.
Non contro il grembiule alle elementari, non per un “pericolo fascista” che, siamo seri, oggi è quanto di più lontano ci possa essere nella nostra società, non contro ipotetici aumenti di fondi per le scuole private che, ad oggi, non esistono, ma per quello che ci riguarda e ci tocca da vicino!
Ecco perché in qualità di rappresentante di questa scuola all’interno della Consulta Provinciale degli Studenti, ma ancora prima in qualità di studente dell’ITI “Leonardo da Vinci” di Firenze, sono a chiedervi di occupare a tempo indeterminato la nostra scuola, avanzando le seguenti richieste ed essendo pronto ad assumermi le responsabilità del gesto:
1) Immediata verifica da parte di una società competente delle condizioni dell’edificio che ospita il Biennio. Non è possibile infatti continuare a convivere con la paura di svolgere le lezioni in una struttura nella quale è ancora presente l’amianto, materiale da costruzione ignifugo da anni ed anni ormai considerato tossico e cancerogeno.
2) Apertura minima garantita della Segreteria Studenti per almeno 4 ore al giorno. L’attuale orario di apertura della Segreteria Studenti è assurdo, per questo chiediamo che essa resti aperta, tutti i giorni, almeno per 4 ore e che abbia, come unici giorni di chiusura, gli stessi delle restanti strutture della scuola.
3) Abolizione immediata del “tesserino” di riconoscimento. Siamo studenti, non internati in un campo di concentramento. La scuola è il luogo dove passiamo la maggior parte del nostro tempo e, nella nostra concezione, essa dovrebbe addirittura diventare uno spazio aggregativo e culturale aperto anche al di fuori dell’orario di lezione. Noi studenti vogliamo vivere la scuola in maniera serena e costruttiva, non vogliamo sentirci ospiti a casa nostra e, per giunta, schedati, monitorati, spiati, come fossimo delle cavie di un esperimento.
4) Rinnovo della agibilità sanitaria da parte della ASL o di strutture sanitarie competenti. I casi di TBC verificatisi nella nostra scuola purtroppo ci hanno reso vulnerabili alla paura di contrarre altre patologie gravi e le rassicurazioni avute lo scorso anno non ci bastano più. Vogliamo che la ASL torni a verificare le condizioni igienico-sanitarie della nostra scuola, di anno in anno e, con questa scadenza, ci rinnovi la garanzia di agibilità.
Se accettate di occupare l’edificio scolastico sappiate che tale forma di protesta, che sottolineo essere volutamente e responsabilmente differente da tutte le altre andate in scena in questi giorni a Firenze, dovrà svolgersi nel rispetto di tre semplici regole:
1) Nessun danno all’edificio né all’arredo in esso contenuto. Noi non siamo vandali, né come tali vogliamo essere etichettati. Non occupiamo alla ricerca di un luogo dove dar sfogo alle nostre pulsioni più istintive. Noi occupiamo per protestare contro disfunzioni oggettive della nostra scuola, non lo facciamo né per moda, né per divertimento.
2) Nessun estraneo sarà ammesso all’interno della scuola. Durante il periodo di occupazione sarà nostro compito garantire un “servizio d’ordine” efficace a garantire sia la sicurezza degli alunni che vivranno all’interno della scuola, sia il rispetto di essa. Rispetto e senso di responsabilità che devono avere tutti gli alunni della scuola, ma che non è detto abbiano gli esterni. A tale scopo non sarà consentito l’accesso a nessun esterno alla nostra scuola durante il periodo di occupazione.
3) Nessun vessillo politico o riconducibile ad ideologie politiche sarà ammesso nella scuola, o all’esterno di essa, durante l’occupazione. Come abbiamo detto ci sono due tipi di occupazioni: quelle fatte per motivi politici e quelle fatte perché realmente sentite dagli studenti. La nostra non è una battaglia ideologica. Noi non contestiamo governi o ministri. La nostra lotta non riguarda soltanto gli studenti di destra o soltanto quelli di sinistra. Noi ci battiamo per dei diritti oggettivi, non per delle ideologie. Ecco perché qualsiasi simbolo politico, bandiera di partito o raffigurante simboli ed emblemi riconducibili ad ideologie politiche, sarà immediatamente rimossa sia dall’esterno che dall’interno della scuola.
La nostra protesta terminerà non appena autorevoli rappresentanti della gestione scolastica accetteranno di incontrarci al fine di rassicurarsi sull’avvenuta accettazione delle nostre richieste che riteniamo essere più che legittime.
LA PIATTAFORMA DI OCCUPAZIONE ALL'IPSAR "BUONTALENTI"
Come tutti saprete Firenze, in questi ultimi giorni, è stata teatro di diverse occupazioni di scuole da parte degli studenti.
Le motivazioni che gli occupanti hanno prodotto per giustificare il loro gesto di protesta vanno dalla critica verso una presunta “fascistizzazione della società” fino alla reintroduzione del grembiule alle scuole elementari; dalla disapprovazione del voto in condotta fino alla critica verso un aumento dei finanziamenti alle scuole private che, in realtà, l’attuale D.P.E.F. non prevede.
Io non voglio conoscere la vostra idea ed il vostro giudizio per quanto sta accadendo nelle altre scuole, né ho intenzione di sindacare sulle motivazioni delle altre occupazioni che, in ogni caso, non mi vergogno a definire demagogiche e strumentali; quello che voglio rivolgervi oggi è semplicemente un appello alla riflessione.
Nella nostra scuola, come saprete, da quest’anno sono stati montati alcuni prefabbricati provenienti dal “Saffi” per fare fronte all’emergenza-aule che già avevamo a più riprese denunciato negli anni scorsi. Questi prefabbricati, montati per giunta nell’ex campo da basket della scuola, ospitano noi studenti durante le ore di lezione, ma sono privi di servizi igienici!
E come se non bastasse, questa situazione paradossale non ha neppure risolto a pieno il problema della mancanza delle aule! Infatti nonostante i prefabbricati montati all’esterno della scuola, che fanno assomigliare il nostro istituto più ad un campo d’accoglienza profughi che non ad una scuola italiana, esistono ancora classi che non hanno aula! Ben due classi della nostra scuola infatti sono costrette ogni giorno a ritrovarsi itineranti per le varie zone della scuola alla ricerca di un posto dove svolgere le lezioni e, pensate, a volte queste classi sono state costrette a svolgere le proprie lezioni in cucina!
E vogliamo parlare degli orari? Già lo scorso anno i rappresentanti di istituto avevano chiesto di concordare con i docenti l’orario di entrata e di uscita da scuola e, a dire il vero, molti problemi erano stati risolti anche grazie alla disponibilità del corpo insegnante. Purtroppo esistono ancora dei giorni in cui, per alcune classi, l’orario di scuola è 8:50 – 17:00. Un orario sopportabile per gli studenti fiorentini, ma non per quei ragazzi (e nella nostra scuola sono moltissimi) che arrivano dalla provincia (valdarno, mugello…) i quali si ritrovano, dovendo fare i conti con i mezzi pubblici, ad arrivare a casa alle otto di sera!
A questo punto vi chiedo, mettendo da parte le vostre legittime simpatie politiche, se vi pare giusto occupare la scuola contro i provvedimenti del Ministro Gelmini che reintroducono il grembiule o il maestro unico alle scuole elementari o, peggio ancora, contro la “fascistizzazione della società”, espressione anacronistica e grottesca della quale non si capisce neppure il significato!
Cari studenti, esistono due metodi e due motivi per arrivare ad occupare una scuola: si può occupare per delle rivendicazioni demagogiche che neppure ci riguardano da vicino, o si può occupare perché stanchi dei problemi che ogni giorno incontriamo nella nostra vita di studenti.
Si può occupare sotto le insegne di un partito o sotto le bandiere figlie delle ideologie politiche, per protestare contro il Ministro di turno, solo perché della parte avversa alla nostra, oppure si può occupare senza insegne di partito, senza bandiere di questa o di quella fazione, ma in qualità di studenti, incazzati e delusi per il trattamento ricevuto dalla nostra scuola.
Non contro il grembiule alle elementari, non per un “pericolo fascista” che, siamo seri, oggi è quanto di più lontano ci possa essere nella nostra società, non contro ipotetici aumenti di fondi per le scuole private che, ad oggi, non esistono, ma per quello che ci riguarda e ci tocca da vicino!
Ecco perché in qualità di rappresentante di questa scuola all’interno della Consulta Provinciale degli Studenti, ma ancora prima in qualità di studente dell’IPSAR “Buontalenti” di Firenze, sono a chiedervi di occupare a tempo indeterminato la nostra scuola, avanzando le seguenti richieste ed essendo pronto ad assumermi le responsabilità del gesto:
1) Immediata sistemazione e messa a norma igienico e sanitaria delle strutture prefabbricate montante in via provvisoria nel campo da Basket della scuola e provenienti dal “Saffi”. Non è possibile pensare di fare lezione a tempo indeterminato in strutture prefabbricate montate in maniera sommaria laddove sorgeva il campo da basket della scuola, soprattutto in virtù del fatto che tali strutture sono prive di qualsiasi forma di servizio igienico!
2) Adeguamento delle strutture della scuola al numero reale di studenti. Oltre agli studenti costretti a svolgere le lezioni nei prefabbricati concessici da un’altra scuola e privi, come abbiamo già detto, perfino dei servizi igienici, esistono due classi ancora più sfortunate. Queste classi non hanno un’aula fissa, ma ogni giorno sono costrette ad andare alla ricerca di uno spazio libero nel quale fare lezione arrivando perfino, alcune volte, a svolgere le lezioni in cucina! Tutto questo è clamoroso e indegno! La scuola deve essere in grado di garantire a tutti gli studenti delle strutture adeguate e rispettose delle norme igieniche. Se l’attuale struttura non è più sufficiente ad ospitare la nostra scuola, se ne trovi una nuova o si adegui l’attuale operando dei lavori di ampliamento e ristrutturazione.
3) Revisione degli orari di lezione da concordare tra studenti e corpo docente. Già in passato gli orari delle lezioni erano stati modificati in virtù di una concertazione tra studenti e corpo insegnante e grazie alla disponibilità di alcuni professori. Ciò nonostante esistono alcune classi che si ritrovano, in determinati giorni, a dover svolgere un orario che va dalle 8:50 fino alle 17:00. Se un orario del genere può essere accettato, saltuariamente, dagli studenti fiorentini, non può essere assolutamente accettato dagli studenti che abitano in provincia. Essendo nella nostra scuola quest’ultimi in numero decisamente alto, un orario del genere obbliga questi studenti ad arrivare a casa la sera, dovendo fare i conti anche coi mezzi pubblici e con le coincidenze, alle 20:00! Questo è assurdo ed è assolutamente necessario rivedere gli orari.
Se accettate di occupare l’edificio scolastico sappiate che tale forma di protesta, che sottolineo essere volutamente e responsabilmente differente da tutte le altre andate in scena in questi giorni a Firenze, dovrà svolgersi nel rispetto di tre semplici regole:
1) Nessun danno all’edificio né all’arredo in esso contenuto. Noi non siamo vandali, né come tali vogliamo essere etichettati. Non occupiamo alla ricerca di un luogo dove dar sfogo alle nostre pulsioni più istintive. Noi occupiamo per protestare contro disfunzioni oggettive della nostra scuola, non lo facciamo né per moda, né per divertimento.
2) Nessun estraneo sarà ammesso all’interno della scuola. Durante il periodo di occupazione sarà nostro compito garantire un “servizio d’ordine” efficace a garantire sia la sicurezza degli alunni che vivranno all’interno della scuola, sia il rispetto di essa. Rispetto e senso di responsabilità che devono avere tutti gli alunni della scuola, ma che non è detto abbiano gli esterni. A tale scopo non sarà consentito l’accesso a nessun esterno alla nostra scuola durante il periodo di occupazione.
3) Nessun vessillo politico o riconducibile ad ideologie politiche sarà ammesso nella scuola, o all’esterno di essa, durante l’occupazione. Come abbiamo detto ci sono due tipi di occupazioni: quelle fatte per motivi politici e quelle fatte perché realmente sentite dagli studenti. La nostra non è una battaglia ideologica. Noi non contestiamo governi o ministri. La nostra lotta non riguarda soltanto gli studenti di destra o soltanto quelli di sinistra. Noi ci battiamo per dei diritti oggettivi, non per delle ideologie. Ecco perché qualsiasi simbolo politico, bandiera di partito o raffigurante simboli ed emblemi riconducibili ad ideologie politiche, sarà immediatamente rimossa sia dall’esterno che dall’interno della scuola.
La nostra protesta terminerà non appena autorevoli rappresentanti della gestione scolastica accetteranno di incontrarci al fine di rassicurarsi sull’avvenuta accettazione delle nostre richieste che riteniamo essere più che legittime.
"C'è chi combatte delle guerre vane e sanguinarie, e chi lotta per motivi più alti. Il valore non sta nel lottare, ma nel perchè si lotta e come si lotta."
C'è chi fa demagogia, sfruttando gli studenti per la loro politichetta da bar. E c'è invece chi lotta concretamente per gli studenti: a Roma un dossier riguardante lo stato di 150 scuole, Firenze le "Occupazioni Responsabili". E' giunta l'ora di mobilitarci anche qui a Siena. Niente cortei o manifestazioni-sceneggiata con tanto di cori da stadio. Solo fatti, questa è la nostra politica.
State in guardia...
Francesco Aldo Tucci,
"Ad maiora."