AZIONE STUDENTESCA SIENA

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"Per l'avvento della giovinezza al potere, contro lo spirito parlamentare, burocratico, accademico" [F. T. Marinetti] Il nostro obiettivo, come movimento studentesco, è innanzitutto difendere i diritti degli studenti e combattere per migliorare la scuola e l'istruzione nella nostra città e nel nostro Paese. Ma Azione Studentesca significa anche cultura, musica alternativa, metapolitica, avanguardia e tanto altro. Il nostro impegno? Eccolo: noi giovani siamo il futuro, e vogliamo essere all'altezza di questa sfida. TE LA SENTI DI OSARE? CONTATTACI! 331-7086762 (Francesco Aldo) as_siena@hotmail.it

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07/02/2009

ASSEMBLEA AL LICEO CLASSICO DI SIENA: OLOCAUSTO E FOIBE. PER NON SCORDARE

SHOA, FOIBE, ESODO: NOI NON SCORDIAMO!


Nella mattinata del 5 Febbraio si è tenuta un'assemblea di istituto al Liceo Classico Enea Silvio Piccolomini di Siena, sul tema "Storia e memoria. Istituzionalizzazione, politica e formazione: Olocausto e Foibe", alla quale ha partecipato il prof. Mirizio, docente di storia e filosofia del corso A, spiegando in breve queste due grandi tragedie del XX secolo e puntando l'obiettivo su due cose: la memoria condivisa e il futuro.

Un breve ma efficace sommario della strage dei circa 6 milioni di ebrei nei campi di concentramento nazisti e sulla tragedia del "confine orientale" ad opera dei partigiani comunisti di Tito. Senza faziosità o menzogne e senza alcun intento polemico, col solo intento di ricordare.

Complimenti pertanto al Comitato Studentesco per l'organizzazione di questa assemblea, apprezzata da tutti per l'obiettività, l'importanza -così delicata- dell'argomento e gli intenti che essa si proponeva di raggiungere. La speranza è che non cada mai l'oblio su questi due avvenimenti così bui nella storia del nosto Paese e dell'umanità intera.

Ricordare per rendere onore. Ricordare per non ripetere. Ricordare per vivere.

 

Francesco Aldo Tucci, Resp. Prov.le Azione Studentesca Siena

 

Qui di seguito, un pensiero della nostra comunità studentesca sul Giorno del Ricordo, che verrà celebrato, come ogni anno, il 10 Febbraio.

 

30 Marzo 2004: in questa data viene finalmente approvata la legge “Menia”, n°92, che stabilisce il "Giorno del Ricordo" ogni 10 Febbraio, al fine di  «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani, dalmati […] e della più complessa vicenda del confine orientale» (ibidem, art.1 comma 1).

Finalmente, finalmente, finalmente.

Per più di cinquant’anni, infatti, la tragedia del “confine orientale” è stata ignorata, mistificata, sepolta sotto il peso dell’oblio e la coltre delle menzogne, per motivi ideologici, politici e partitici.

Per anni e anni siamo stati in pochi a ricordare questi avvenimenti; molti hanno preferito voltare la testa dall’altra parte.

Adesso siamo tanti, sempre di più, e, grazie all’On. Menia e a molti altri che si sono battuti per questo, il ricordo è stato istituzionalizzato. Il 10 Febbraio deve essere celebrato in tutte le scuole e in ogni comune d’Italia, per non far cadere nel dimenticatoio una triste pagina della storia della nostra nazione.

Il 10 Febbraio ricordiamo. Ricordiamo gli 11/12000 italiani arrestati, fucilati, deportati nei lager titini, torturati, seviziati, infoibati: vittime di un nazionalismo ideologico e vendicativo, hanno subito pene tremendamente efferate per la sola colpa d’essere italiani e, in quanto tali, “fascisti”. Ricordiamo i 350.000 esuli istriani, fiumani e dalmati, costretti a lasciare le proprie case e ad abbandonare i propri beni scappando dalla propria terra. Gli uni e gli altri vittime della stessa vera e propria pulizia etnica, volta alla “slavizzazione” delle terre del confine orientale, condotta dal maresciallo-boia Tito e dalle sue truppe partigiane comuniste. Un’operazione portata avanti in modo sistematico, durante e dopo la II guerra mondiale, per eliminare la presenza degli italiani nelle terre che per secoli e secoli essi avevano abitato.

Dall’armistizio dell’8 settembre 1943 fino alla fine della guerra e oltre, migliaia di persone, colpevoli di opporsi o soltanto di non appoggiare appieno la crudele invasione delle truppe titine, furono uccise nel modo più barbaro, vigliacco e infame possibile.

A che serve ricordare le foibe e l’esodo? A non dimenticare, anzitutto. Credeteci: non è una banalità. In secondo luogo, serve a creare una “memoria condivisa”, cioè una memoria che appartenga a tutto il popolo italiano e che tutta la nazione condivida. E per questo motivo è particolarmente significativa per noi ragazzi questa data: noi siamo il futuro della nostra nazione; ma quale futuro può avere un popolo che non ricorda il passato e si serve della sua memoria per evitare errori già commessi e dare dignità alla storia? Nessuno; risposta ovvia. Per questo dobbiamo ricordare i martiri delle foibe e gli esuli, per questo dobbiamo render loro onore: essi sono una testimonianza della sofferenza subita in quel periodo dagli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia; essi sono la prova del risultato dell’odio feroce e della cieca violenza.

Noi ricordiamo, per questo. E tu?



Post Scriptum:

Potete segnalare qualsiasi evento (cortei, convegni, manifestazioni, assemblee di istituto) organizzato per ricordare questi avvenimenti mandando una mail all'indirizzo as_siena@hotmail.it o chiamando il 331-7086762 (Francesco)


Sursum corda!

 

postato da: ASSiena alle ore 07/02/2009 16:12 | link | commenti (1)
categorie: scuola, foibe, olocausto, assemblee
17/10/2008

POSSIBILE CHE NON SI SMENTISCANO MAI?

 Anche se sfrutto questo spazio, la presente lettera, inviata ai media locali, è da intendersi a titolo personale. Questa non è la linea ufficiale del movimento, ma opinioni su un fatto accaduto al sottoscritto. A voi che leggete lascio ogni commento: io sono troppo indignato.

A 16 anni si dovrebbe aver voglia di cambiare il mondo, di migliorare le cose, di lottare per cause giuste e nobili, confrontandosi e partecipando insieme a tutte le iniziative. Invece, stamattina, al Liceo Classico Enea Silvio Piccolomini, alla assemblea svoltasi in Aula Magna (parlo per quanto riguarda il liceo, dato che alle assemblee del ginnasio e del liceo della Formazione non potevo partecipare per ovvi motivi), è andato in scena un teatrino triste se non vergognoso. All’ordine del giorno: un dibattito sulla Legge 133/08 “Gelmini” e l’opportunità o meno di occupare la scuola come forma di dissenso.

Peccato però che, in totale disprezzo delle regole e dei principi democratici, non solo in questa assemblea si è tentato di dare un solo punto di vista, quello cioè dei ragazzi dell’Unione degli Studenti e degli Universitari (già questo grave vulnus), ma addirittura, quando ho preso la parola per sostenere le mie ragioni –e a giudicare dai messaggi di solidarietà e gli attestati di stima, oltre agli applausi, anche quelle di molti studenti– prima hanno spento i microfoni, quindi, sovrastando la mia voce, mi hanno interrotto più volte, senza consentirmi quindi di esprimere appieno il mio pensiero. Solo verso la fine, grazie alla moderazione di un ragazzo (sempre UDS, che ringrazio) sopraggiunto dopo la “lezioncina” di menzogne e mistificazioni sull’argomento “provvedimenti Gelmini” tenuta dai succitati elementi, sono riuscito a precisare ciò che avevano falsificato, ovvero che i famosi 87.000 docenti non saranno licenziati, perché andranno normalmente in pensione, nel corso di tre anni; che le Università non diverranno enti privati ma, se il senato accademico lo vorrà, acquisiranno lo status giuridico di fondazioni di diritto privato (quindi, ad esempio, rimarrà il tetto massimo per le tasse: gli atenei rimarranno pubblici); eccetera eccetera.

Quello che mi chiedo è se è normale, in una scuola, avere tanto disprezzo della democrazia da cercare di impedire a un ragazzo di esprimere la propria opinione, e se si può essere tanto presuntuosi da ritenere la scuola l’orticello in cui fare politica, invece che luogo in cui, con la trasmissione dei saperi e con l’educazione al rispetto reciproco, essere formati come uomini e come cittadini. Questo episodio, che a molti –ahimè!– farà sorridere come un diverbio tra cittini, non è da sottovalutare perché ha alla base una idea della partecipazione alla vita scolastica totalmente sbagliata. Impedire a una persona di parlare non è democrazia, è totalitarismo.

Inoltre, come se tutto ciò non bastasse, l’intero liceo (ovvero le classi del triennio), tranne una ventina di ragazzi, si è opposto alla proposta di occupazione/autogestione, mentre il ginnasio (le classi del biennio, quindi la minoranza), tranne pochi casi, ha votato sì: ciononostante, questa occupazione, magicamente, è stata approvata, tant’è vero che domani (ipsi dixerunt) cominceranno a girare nelle classi per decidere dell’organizzazione della protesta.

Un grave atto di intolleranza e di mancata democrazia che spero venga condannato da chiunque abbia a cuore il confronto e la cultura del dialogo, a prescindere dalle idee politiche e dal pensiero in merito alla questione.

 

Cordiali saluti,

 

Francesco Aldo Tucci, II C Liceo Classico Enea Silvio Piccolomini da Siena

15/03/2008

ARIA DI CAMBIAMENTO NELLE SCUOLE SENESI

      Ormai è definitivo: Siena ha voglia di cambiare, e in meglio.

Anche nelle scuole infatti si comincia a sentire, lieve ma sempre più deciso, il profumo del cambiamento, l’odore della destra.

E’ vero, non forse in senso strettamente politico: del resto, le superiori coincidono con l’età in cui ci si prepara e si acquisiscono tutti gli strumenti che ci permetteranno di farci un’idea nostra.

D’altro canto, sebbene con qualche timore (essere di destra, a Siena, non è ancora poi così facile...), i ragazzi si avvicinano sempre di più alle posizioni di Azione Studentesca. Un esempio? Bhè, eccolo: l’assemblea svoltasi ieri nel Liceo Classico Enea Silvio Piccolomini.

Finalmente, cosa mai accaduta prima, una assemblea è stata convocata dai militanti di Azione Studentesca Siena, desiderosi di sapere cosa viene fatto per la loro scuola.

All’assemblea, convocata per le 9:20, hanno preso parte tutti gli alunni del Piccolomini, per discutere il seguente Ordine Del Giorno:

1) relazione lavoro svolto dal Consiglio di Istituto;

2) relazione lavoro svolto dalla Consulta  Prov.le degli Studenti;

3) relazione sulla questione palestra;

4) varie ed eventuali.

Purtroppo, non sfruttando l’occasione data, la Rappresentante del Consiglio di Istituto, Bianca Boscu, ha preferito non rispondere, ritenendo evidentemente di non dover rendere conto (come invece democraticamente deve avvenire: basterebbe conoscere un minimo Aristotele…) a chi l’aveva eletta, lasciando così nell’ignoranza gli studenti.

Ma secondo voi è bastato un atto (di arroganza?) del genere per intimorire i nostri militanti? Ovvio che no: è partito subito il contrattacco.

Sì, perché noi di AS sappiamo bene –purtroppo– come è la situazione: ben poco è stato fatto, e in particolare per la palestra: ancora oggi, come 40 anni fa, tutto è fermo. Ma a questo daremo prossimamente uno spazio più ampio e adeguato.

Ma i nostri non si sono fermati qui: hanno presentato anche proposte che sono state accettate a larga maggioranza dagli studenti, come ad esempio l’applicazione della direttiva ministeriale che fissa un limite di €500 come spesa annua pei i libri di testo (sarebbe un risparmio annuo di circa 50-100€ per le prime classi), la creazione del Comitato Studentesco (formato da tutti i rappresentanti di classe ), la creazione di una bacheca per le associazioni studentesche (dal prossimo anno scolastico).

 

Anche se in piccolo, quella di ieri è stata una grande vittoria: una grande vittoria non solo per la destra, per i ragazzi e gli studenti di destra; è stata una grande vittoria anche e soprattutto per chi crede e combatte ogni giorno con convinzione e determinazione per una scuola migliore.

 

Cosa dire ancora? Bhè…

SEMPRE IN AZIONE!

 

postato da: ASSiena alle ore 15/03/2008 19:00 | link | commenti (2)
categorie: scuola, assemblee, voglia di cambiamento