Rompendo l'uovo di Pasqua, il segretario del PD ha trovato l'ultima sorpresa per tentare la scalata al Senato e avvicinarsi al Pdl: un aumento di 400 € delle pensioni fino a 2000 € mensili a partire dal mese di luglio e un aumento di 200€ per quelle fino a 55000€ annui. Oibò che bravo il nostro Walter, che si prodiga in iniziative a favore dei più deboli! Addirittura, puntualizza Enrico Morando, le detrazioni verranno calcolate a partire da quelle più vecchie e più erose dal potere d'acquisto. Chapeaux, nulla da dire, se non fosse che questo splendido edificio dalle pareti d'oro inizia a scricchiolare non appena ci avviciniamo ai costi, qualcosa come l'1% del PIL 2009 di un paese che ha indici di crescita ben al di sotto di standard accettabili. Non solo, ma del nostro "glorioso" INPS nessuno ne parla? Ebbene, questo istituto, in rosso ormai da svariati anni, deve erogare denaro a più persone di quante lo versano ad esso, con il risultato che il debito pubblico sale sempre più e che noi non godremo mai di una pensione, dal momento che le imposte indirette che già paghiamo e quelle dirette che pagheremo verranno bruciate sull'altare di un organismo che butta nello stesso calderone i contributi pensionistici e la previdenza sociale. Oltretutto, sarebbe giusto ricordare, a fronte di "nonnini" andati in pensione a 30 anni oppure dopo 2 anni di permanenza in Parlamento (già, chissà se è compreso anche Veltroni tra i beneficiari degli sgravi di cui sopra), la totale mancanza di fondi per l'Università e la ricerca, finanziata, si fa per dire, con non più di 1100€ mensili, mentre negli Usa arriviamo a 4000€ (e poi ci stupiamo dei 6000 ricercatori annui che emigrano...). Insomma, caro Walter, invece di spararle così grosse per raccogliere i voti di chi ha davvero bisogno, siano essi giovani o anziani, travolti dall'innalzamento dei prezzi, sarebbe sufficiente che la tua pensione, invece di devolverla in beneficienza (sono parole tue), non la percepissi proprio, dal momento che se un Paese del G8, con la pressione fiscale al 46%, ha un debito pubblico da Terzo Mondo, vuol dire che alla Banca d'Italia ci sono molti somari oppure che qualcuno ci mangia sopra...
Edoardo Conticini, Azione Studentesca Siena