"I più anziani tra noi hanno trent'anni, eppure noi abbiamo già sperperati tesori, mille tesori di forza di amore di audacia d'astuzia e di rude volontà; li abbiamo gettati via impazientemente, in furia, senza contare senza esitare senza riposarci senza fermarci, a perdifiato, guardateci: non siamo ancora spossati. I nostri cuori non sentono alcuna stanchezza, poiché sono nutriti di fuoco. Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo ancora una volta la nostra sfida alle stelle"
"per l’avvento dei giovani al potere contro lo spirito parlamentare, burocratico, accademico e pessimista" (Filippo Tommaso Marinetti)
Questa settimana ai microfoni di Radio Gioventù, la rubrica radiofonica del ministero della Gioventù, il ministro Giorgia Meloni e il giornalista Pierluigi Diaco hanno presentato la mostra itinerante sul Futurismo che girerà alcune città, in particolare Reggio Calabria, Cagliari e Brescia. “Il Futurismo è stato l’ultima avanguardia intellettuale italiana riconosciuta in tutto il mondo – spiega il ministro Giorgia Meloni - ed era un movimento interamente composto di giovani e giovanissimi. Noi abbiamo lavorato su una mostra che avverrà quest’anno, in altre parole lungo tutto il centenario del Futurismo. Lo abbiamo fatto non solamente per la rilevanza che in termini d’identità e cultura italiana il Futurismo ha avuto come avanguardia, ma anche per l’insegnamento e il segnale che lancia oggi alle nuove generazioni”.
Durante la puntata è intervenuto anche l'attore Vinicio Marchioni e il giornalista e scrittore Giordano Bruno Guerri, presentando la sua biografia su Filippo Tommaso Marinetti in modo piuttosto insolito: “Vorrei leggere le conclusioni del libro che ho scritto. Per Marinetti ogni giovane doveva poter presentare il proprio intervento sul mondo, con questo atteggiamento visse tutta la sua vita incendiaria. Il Futurismo non è morto – termina Guerri – il Futurismo è insito nella società italiana perché è uno slancio verso il futuro che noi dobbiamo assolutamente valorizzare”.
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“Oggi il consiglio dei ministri ha varato il regolamento sulla valutazione che servirà ad assegnare il voto in condotta. Credo che si tratti di uno strumento importante per arginare e combattere i crescenti fenomeni del bullismo e di devianza giovanile nelle scuole”. Lo ha detto il ministro della Gioventù Giorgia Meloni al termine del Consiglio dei Ministri. “Così come è stato – continua la Meloni - impostato fornisce un’importante indicazione culturale: si restituisce autorevolezza alla scuola, agli insegnanti e al percorso didattico ed educativo. Si stabiliscono infatti delle regole precise che devono essere rispettate, e la violazione grave e ripetuta delle quali comporta sanzioni adeguate”.
“Sono particolarmente soddisfatta –spiega il ministro - per il percorso che ha portato al provvedimento. E’ la prima volta da anni infatti che il governo in carica dimostra la volontà e la capacità di ascoltare i giovani prima di varare i provvedimenti che li riguardano. Il regolamento presentato dal ministro Maria Stella Gelmini e varato oggi dal consiglio dei ministri, è stato infatti discusso e modificato martedì scorso dal forum delle associazioni studentesche che lo hanno dunque conosciuto e valutato prima (e non dopo) l’approvazione. Va dato dunque atto al governo di essersi dimostrato disponibile al confronto con studenti e genitori molto più di quanto sia accaduto in passato, aprendo percorsi di partecipazione attiva di cui i passati governi anche di sinistra si sono troppo spesso riempiti la bocca”.
“Sono infine soddisfatta –conclude la Meloni - per il riferimento esplicito all’impossibilità di usare come parametro per l’assegnazione del voto in condotta la legittima espressione delle proprie opinioni. Una norma che garantisce libertà di espressione, di manifestazione e anche di contestazione al movimento studentesco e dissipa tutti i timori di imbavagliamento da un lato e di uso politico del voto in condotta dall’altro”.
Alcune notizie prese qua e là non è che facciano proprio andare a letto tranquilli, anzi: c'è da preoccuparsi per la demenza di taluni che, invece di darsi da fare per la propria scuola/università/città, preferiscono dare sfogo alla vena di stupida e inutile violenza che scorre dentro di loro.
Da http://www.azionestudentescapn.net/ :
Se loro sono gli antifascisti dal cui comportamento democratico noi dovremmo prendere esempio, mi spiegate in che mondo siamo finiti?
NON CI FERMERANNO MAI!
Noi marciamo, loro marciscono.
Solidarietà ai Camerati del FUAN di Torino.
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Il Collettivo universitario protesta contro il banchetto del fuan
Lanci di uova e fumogeni: la polizia è costretta a intervenire. Tensione a Palazzo Nuovo
TORINO - Scontri a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell’Università di Torino, dove un gruppo di studenti antifascisti e del Collettivo universitario autonomo ha protestato con un presidio contro la presenza di un banchetto di giovani appartenenti al Fuan, che stanno raccogliendo firme per le elezioni universitarie. Per tutta la mattina gli autonomi hanno lanciato slogan come «fuori i fascisti dall’Università».
CARICA - Nell’atrio di Palazzo Nuovo, la polizia è intervenuta impedendo che i gruppi entrassero in contatto. In seguito a un lancio di uova e fumogeni, c’è stata una carica delle forze dell’ordine per respingere indietro il gruppo antifascista. Gli scontri sono poi proseguiti dopo l’esplosione di un grosso petardo. Tre giovani sono stati fermati e quattro agenti in borghese della Digos sono rimasti feriti, uno dei quali alla testa. Lasciato Palazzo Nuovo, gli autonomi del Collettivo universitario hanno occupato il salone d’onore del Rettorato in attesa di potere avere un incontro con il Rettore nel pomeriggio.
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SCRITTE E SASSATE CONTRO LA SEDE DI AN/AG A FIRENZE. TORSELLI (AN-PdL): “NON PIU’ FATTI ISOLATI, MA STRATEGIA ELETTORALE DELLA SINISTRA. ASPETTIAMO LA SOLIDARIETA’ DELLA DE ZORDO!”.
Due giorni fa l’ennesima scritta “Morte al Fascio” era comparsa sulla facciata della palazzina di Via Maruffi che ospita le federazioni provinciali di AN e AG oltre al centro sociale di destra “Casaggì”. L’episodio era stato denunciato da Nicola NASCOSTI, presidente provinciale di Alleanza Nazionale e da Francesco TORSELLI, presidente di Azione Giovani.
Nella scorsa notte altri due atti vandalici sono stati compiuti contro la sede di AN e Azione Giovani a Firenze: “Verso le 23 – spiega Francesco TORSELLI – alcuni ragazzi, uscendo da Casaggì si sono accorti delle scritte spray che avevano deturpato le facciate delle abitazioni di fronte; le solite scritte “Fasci M…”, “Via da Firenze” e le solite stelle rosse, mentre verso le 10 di domenica mattina, alcuni militanti, hanno rinvenuto di fronte al portone della sede una mezza dozzina di grossi sassi misti a terriccio ed alcuni graffi al portone di accesso, segno evidente di una sassaiola fatta in piena notte contro la nostra sede”.
“Sinceramente ci siamo davvero stancati di denunciare i soliti episodi perpetrati da ragazzini frustrati che al sabato sera non trovano niente di meglio da fare che non scrivere sui muri o prendere a sassate un portone chiuso – spiega Francesco TORSELLI - ma purtroppo la frequenza sempre crescente con cui questi gesti si vanno ripetendo ci fa venire in mente alcuni brutti pensieri. Se finora credevamo alla storia degli atti isolati di qualche adolescente che l’acne spingeva, vedendosi rifiutato dal genere femminile, verso la finta via rivoluzionaria, adesso iniziamo a pensare che dietro questi atti intimidatori vi sia una vera e propria strategia elettorale della sinistra”.
Continua a spiegare Francesco TORSELLI che: “nessuno è così folle da venire a fare le scritte contro di noi alle 22.30 di sabato sera, quando si sa benissimo che dentro Casaggì ci sono decine di ragazzi, o meglio nessuno, tranne qualcuno che speri di essere scoperto e magari preso anche a ceffoni in maniera tale da potere, il giorno dopo, piangere sui giornali e parlare di aggressioni fasciste e di pericoli squadristi! Tra i giovani la sinistra è morta, lo dicono i risultati elettorali nelle scuole e i flop dei cortei organizzati dagli studenti di sinistra e tra poco lo diranno anche le elezioni amministrative. Le provocazioni comuniste – spiega ancora TORSELLI – servono ad alzare il livello di tensione nella speranza di poter avere qualche pretesto per tornare a parlare della solita retorica antifascista, ultimo ed unico argomento che ancora resta a queste cariatidi, prima solo della storia, oggi anche della politica”.
Un ultimo pensiero è rivolto da TORSELLI alla signora Ornella DE ZORDO, la “paladina della democrazia e della non-violenza”, dalla quale “mi aspetto la sua più sentita solidarietà; lei, sempre in prima fila per denunciare gli atti di intimidazione e di violenza mirati a minacciare il diritto di espressione altrui, non potrà esimersi dal condannare questi delinquenti che prima minacciano, poi prendono a sassate la sede di un partito politico e di un’organizzazione giovanile colpevoli solo di pensarla in maniera diversa da loro. Attendo con ansia la solidarietà”.
Lo spettro delle foibe è ancora vivo, purtroppo.
FOIBE ED ESULI: OCCASIONE MANCATA
FOIBA DI CORGNALE DI DIVACCIA
Trieste - Una commemorazione organizzata dall’Unione Istriani alla foiba di Corgnale di Divaccia (Slovenia) è stata bloccata stamani da una contromanifestazione di persone che hanno apostrofato i partecipanti come “fascisti”. Lo ha reso noto all’Ansa il presidente dell’associazione di esuli, Massimiliano Lacota, il quale ha precisato che la commemorazione era stata autorizzata dalle autorità slovene.
«Eravamo assieme a persone anziane - ha raccontato Lacota - ma davanti alla foiba di Golobivnica un gruppo di 50-60 persone ci ha bloccato l’accesso. Alcuni agenti sloveni hanno ammesso che non avevano l’autorizzazione ma non ci hanno potuto fare niente». Secondo Lacota «dietro questa cosa c’è una ‘regia’ in mano alla minoranza slovena triestina».
Una protesta ufficiale è stata presentata al Consolato e all’Ambasciata italiana a Lubiana. La foiba di Golobivnica si trova a 5 chilometri dal valico di Basovizza (Trieste); in essa furono gettati civili italiani e sloveni, deportati durante l’occupazione jugoslava di Trieste.
“La Slovenia si scusi ufficialmente con l’Italia e si vergogni di fronte all’Europa” lo chiede, in una nota diffusa a Trieste, il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Menia. “Esuli istriani cacciati come sessanta anni fa - osserva Menia - mentre portano fiori sulle foibe dove furono uccisi i loro cari. Quanto accaduto oggi dimostra - secondo il sottosegretario - che in tutta evidenza esiste un passato che non passa e che i nostalgici di Tito e delle foibe esistono al di là e al di qua del confine, come dimostrano gli imbecilli mascherati da partigiani slavi e gli altrettanto imbecilli che sventolavano un tricolore imbrattato con la stella rossa”.
Secondo Menia, “preoccupa la connivenza delle autorità e della polizia slovena, anche perché è evidente che se certi presidenti seminano vento con le loro dichiarazioni, queste sono le tempeste che si raccolgono. Ha quindi ragione - conclude l’esponente di governo - chi sostiene che parlare di riconciliazione è sicuramente prematuro e forse inutile”.