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"PER LA GIOVINEZZA AL POTERE, CONTRO LO SPIRITO PARLAMENTARE, BUROCRATICO, ACCADEMICO"
L'Avanguardia sempre si rinnoverà!
Azione Studentesca Siena
E’ finalmente online il nuovo sito di "Radio Gioventù (www.radiogioventu.com), la rubrica radio del Ministero della Gioventù condotta settimanalmente dal ministro Giorgia Meloni insieme al giornalista Pierluigi Diaco. Radio Gioventù si emancipa dal sito istituzionale del ministero e comincia a vivere una propria vita on line.
Da oggi dunque più spazio ai commenti degli ascoltatori che potranno ascoltare la puntata e commentarla sul blog della radio, proponendo - se vogliono - anche i temi da affrontare in futuro. E più spazio al podcast, con la possibilità di scaricare sul proprio lettore mp3 le nuove puntate non appena vengono messe a disposizione sul sito.
Ma la novità più importante è la possibilità per ogni blogger di trasmettere in proprio la trasmissione, inserendo con un paio di click il widget di Radio Gioventù direttamente sul proprio sito. Basterà infatti cliccare sulla scritta “Trasmetti anche tu Radio Gioventù” e seguire le semplici istruzioni.
La possibilità di restare sempre al corrente delle attività del ministero della Gioventù è offerta da un altro widget, a disposizione sempre sul sito di Radio Gioventù, che permette di inserire nel proprio sito un box che si aggiornerà automaticamente con le news del ministero diretto da Giorgia Meloni.

Il 10 febbraio, il ministro della Gioventù Giorgia Meloni parteciperà alla commemorazione dei martiri delle foibe in programma per le ore 10,30, presso l’Aula Giulio Cesare in Campidoglio. “Una nazione degna di questo nome non può dimenticare i propri figli per fare un interesse di parte: credo che sia nostro dovere ricordare la storia delle Foibe, che è la nostra storia". Lo dice Giorgia Meloni ricordando i martiri italiani del confine orientale. "Il giorno del ricordo, che giunge quest'anno alla quinta edizione, sta ogni anno crescendo e sta facendo crescere nel popolo italiano la consapevolezza di una parte della propria storia e della propria memoria che è stata, ingiustamente, dimenticata troppo a lungo".
“I nostri martiri del confine orientale, i 350 mila esuli, hanno sofferto unicamente in ragione del fatto di essere italiani”, continua la Meloni. “Si trattò di pulizia etnica contro gli italiani. I morti e gli esuli furono in numero molto superiore a quello che sempre è stato detto e scritto. Non si parla di una ‘questioncina’ attinente alla guerra e all'immediato dopoguerra ma di un'autentica pulizia etnica che è grave aver così a lungo dimenticato”.
E non si deve dimenticare – spiega la Meloni - “perché, finché non abbiamo consapevolezza dei sacrifici che sono occorsi per consegnarci la terra in cui viviamo, non avremo mai pieno orgoglio della nostra appartenenza”.
“La legge che ha istituito il ‘Giorno del Ricordo’ sulle foibe – spiega il ministro - è servita a conoscere questa tragedia togliendo le censure fatte sulla storia d'Italia per interessi di parte e di partito”. Sulle foibe, “in Italia c'è ancora molto da scrostare, c'è ancora qualcuno che crede che questa storia non vada ricordata e ci sono persino amministrazioni locali che si rifiutano di celebrare il ‘Giorno del Ricordo’ con scuse più meno imbarazzanti”.
Fonte: Sito del Ministero della Gioventù (http://www.gioventu.it)
SHOA, FOIBE, ESODO: NOI NON SCORDIAMO!
Nella mattinata del 5 Febbraio si è tenuta un'assemblea di istituto al Liceo Classico Enea Silvio Piccolomini di Siena, sul tema "Storia e memoria. Istituzionalizzazione, politica e formazione: Olocausto e Foibe", alla quale ha partecipato il prof. Mirizio, docente di storia e filosofia del corso A, spiegando in breve queste due grandi tragedie del XX secolo e puntando l'obiettivo su due cose: la memoria condivisa e il futuro.
Un breve ma efficace sommario della strage dei circa 6 milioni di ebrei nei campi di concentramento nazisti e sulla tragedia del "confine orientale" ad opera dei partigiani comunisti di Tito. Senza faziosità o menzogne e senza alcun intento polemico, col solo intento di ricordare.
Complimenti pertanto al Comitato Studentesco per l'organizzazione di questa assemblea, apprezzata da tutti per l'obiettività, l'importanza -così delicata- dell'argomento e gli intenti che essa si proponeva di raggiungere. La speranza è che non cada mai l'oblio su questi due avvenimenti così bui nella storia del nosto Paese e dell'umanità intera.
Ricordare per rendere onore. Ricordare per non ripetere. Ricordare per vivere.
Francesco Aldo Tucci, Resp. Prov.le Azione Studentesca Siena
Qui di seguito, un pensiero della nostra comunità studentesca sul Giorno del Ricordo, che verrà celebrato, come ogni anno, il 10 Febbraio.
30 Marzo 2004: in questa data viene finalmente approvata la legge “Menia”, n°92, che stabilisce il "Giorno del Ricordo" ogni 10 Febbraio, al fine di «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani, dalmati […] e della più complessa vicenda del confine orientale» (ibidem, art.1 comma 1).
Finalmente, finalmente, finalmente.
Per più di cinquant’anni, infatti, la tragedia del “confine orientale” è stata ignorata, mistificata, sepolta sotto il peso dell’oblio e la coltre delle menzogne, per motivi ideologici, politici e partitici.
Per anni e anni siamo stati in pochi a ricordare questi avvenimenti; molti hanno preferito voltare la testa dall’altra parte.
Adesso siamo tanti, sempre di più, e, grazie all’On. Menia e a molti altri che si sono battuti per questo, il ricordo è stato istituzionalizzato. Il 10 Febbraio deve essere celebrato in tutte le scuole e in ogni comune d’Italia, per non far cadere nel dimenticatoio una triste pagina della storia della nostra nazione.
Il 10 Febbraio ricordiamo. Ricordiamo gli 11/12000 italiani arrestati, fucilati, deportati nei lager titini, torturati, seviziati, infoibati: vittime di un nazionalismo ideologico e vendicativo, hanno subito pene tremendamente efferate per la sola colpa d’essere italiani e, in quanto tali, “fascisti”. Ricordiamo i 350.000 esuli istriani, fiumani e dalmati, costretti a lasciare le proprie case e ad abbandonare i propri beni scappando dalla propria terra. Gli uni e gli altri vittime della stessa vera e propria pulizia etnica, volta alla “slavizzazione” delle terre del confine orientale, condotta dal maresciallo-boia Tito e dalle sue truppe partigiane comuniste. Un’operazione portata avanti in modo sistematico, durante e dopo la II guerra mondiale, per eliminare la presenza degli italiani nelle terre che per secoli e secoli essi avevano abitato.
Dall’armistizio dell’8 settembre 1943 fino alla fine della guerra e oltre, migliaia di persone, colpevoli di opporsi o soltanto di non appoggiare appieno la crudele invasione delle truppe titine, furono uccise nel modo più barbaro, vigliacco e infame possibile.
A che serve ricordare le foibe e l’esodo? A non dimenticare, anzitutto. Credeteci: non è una banalità. In secondo luogo, serve a creare una “memoria condivisa”, cioè una memoria che appartenga a tutto il popolo italiano e che tutta la nazione condivida. E per questo motivo è particolarmente significativa per noi ragazzi questa data: noi siamo il futuro della nostra nazione; ma quale futuro può avere un popolo che non ricorda il passato e si serve della sua memoria per evitare errori già commessi e dare dignità alla storia? Nessuno; risposta ovvia. Per questo dobbiamo ricordare i martiri delle foibe e gli esuli, per questo dobbiamo render loro onore: essi sono una testimonianza della sofferenza subita in quel periodo dagli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia; essi sono la prova del risultato dell’odio feroce e della cieca violenza.
Noi ricordiamo, per questo. E tu?
Post Scriptum:
Potete segnalare qualsiasi evento (cortei, convegni, manifestazioni, assemblee di istituto) organizzato per ricordare questi avvenimenti mandando una mail all'indirizzo as_siena@hotmail.it o chiamando il 331-7086762 (Francesco)
Sursum corda!